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IL CASO

Il fotografo "tuttofare"
di villa Trabia, indaga la Procura

22 Febbraio 2013 - 06:15
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La Procura della Repubblica, su segnalazione del Comune, ha aperto un'inchiesta sul fotografo di villa Trabia che chiedeva soldi in cambio di servizi extra non autorizzati. E Palazzo delle Aquile nel frattempo sposta i matrimoni civili all'ex fonderia Oretea.

PALERMO - La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta sul fotografo "tuttofare" di villa Trabia. Una vicenda raccontata da Livesicilia lo scorso nove febbraio, quando il Comune ha deciso di trasferire la sede dei matrimoni civili da villa Trabia all'ex fonderia Oretea.

Un provvedimento presa in fretta e furia e che entrerà in vigore dal primo marzo, proprio per porre fine alle numerose lamentele provenienti dagli sposini che, optando per il rito civile, si trovavano a organizzare la propria cerimonia in una delle ville storiche della città. Peccato che, una volta sul posto, venissero avvicinati da un fotografo dai modi rudi, spicci, che forniva "consigli" non richiesti e per giunta a pagamento. Un personaggio ambiguo, che si muoveva con disinvoltura nella struttura comunale pur non essendo un dipendenti di piazza Pretoria, sebbene a volte lo facesse in qualche modo credere.

E così capitava che le coppie si sentissero chiedere anche 300 euro per avere le poltroncine più belle, sistemare i fiori nel modo più consono o addirittura, in alcuni casi, organizzare anche un piccolo rinfresco all'interno della villa: circostanza che sarà oggetto anche di indagini interne a Palazzo delle Aquile per capire se vi siano responsabilità di qualche dirigente nel concedere, con eccessiva leggerezza, i dovuti permessi. Troppo per molte coppie che, infastidite, si sono rivolte all'amministrazione comunale che ha cominciato ad indagare sullo strano fenomeno su cui pian piano si è fatto luce.

Si è scoperto, per esempio, che il "wedding planner" improvvisato non era certo una novità a villa Trabia: lo faceva in qualche modo un vecchio custode, disposto a consigliare alle coppie, magari troppo prese dai vari impegni per organizzare la cerimonia nei minimi particolari, il nome di un fotografo o di un fioraio. Una consuetudine che però non ha mai creato problemi, anche per il carattere mite e cordiale del custode. Ma alla sua morte è subentrato il "fotografo", i cui modi invece sarebbero stati tutt'altro che affabili. D'altro canto, i numeri dei riti civili celebrati a villa Trabia sono consistenti: 500 nel 2010, 493 nel 2011 e 585 nel 2012.

E così prima il Comune ha affisso un cartello fuori dalla villa, per ricordare che "i matrimoni sono gratuiti e nessuno è autorizzato a organizzare attività extra", e poi ha inviato una nota alla Procura della Repubblica che ieri ha aperto l'inchiesta cominciando anche a prendere contatti con i vertici della burocrazia comunale. Piazza Pretoria, dal canto suo, ha disposto anche il trasferimento in via precauzionale di alcuni custodi e disposto, su indicazione dell'assessore Giusto Catania, il cambio di sede preferendo l'ex fonderia Oretea, rimessa a nuovo per l'occasione.

E, anche qui, le regole saranno ferree: matrimoni gratuiti ma soprattutto nessuna autorizzazione ad attività extra come addobbi floreali, musica o servizio fotografico. Men che meno se organizzate da personale non comunale.

Twitter: @robertoimmesi
Ultima modifica: 22 Febbraio 2013 ore 18:02