Pd, i big siciliani di maggioranza "Sì al confronto, no alla scissione"


il 17 Febbraio 2017 - 13:42 4.663

Lo scontro nel partito

Pd, i big siciliani di maggioranza
"Sì al confronto, no alla scissione"

"Chi è contrario rimanga nel Pd", dice Faraone. Appelli all'unità da Lupo e Bianco.

PALERMO- Il dibattito sulla possibile scissione investe anche il Pd siciliano. E i big del partito nell'Isola si fanno sentire. Soprattutto dalle parti della maggioranza. Che si esprime contro l'ipotesi del divorzio e invita la minoranza a non lasciare il Pd.

Davide Faraone, il più vicino a Matteo Renzi dei big siciliani, torna allo spirito originario della rottamazione: "Ricordo gli anni delle prime Leopolde. Quella del big bang, in particolare. Nel Pd i cosiddetti "renziani" eravamo una piccolissima minoranza. In tanti, convinti di essere maggioranza nella società, spingevano Matteo ad andare fuori da un partito che dimostrava di sopportarci a stento. Matteo ha sempre respinto questa ipotesi. Leggere oggi chi dice 'non è più il Pd, ma il PdR (il Partito di Renzi)' fa male, fa male soprattutto a chi come me è testimone di quel periodo. È stata dura resistere nel Pd in quel periodo, è stato difficile resistere alla tentazione delle sirene, di chi ci voleva fuori, più forti e senza catene ideologiche". Così su facebook il sottosegretario alla Salute. "Abbiamo resistito perché abbiamo sempre creduto che frammentare il Pd sarebbe stata una follia minoritaria e che, rispetto alle grandi sfide del Paese e del mondo, servisse un grande partito - aggiunge - Eravamo stanchi della sinistra che si divide, del suo 'tafazzismo', della continua corsa a distinguersi e a moltiplicare i partiti. Essere minoranza in un partito è complicato, faticoso, ma preparare, con idee e proposte, l'alternativa e puntare a diventare maggioranza ti dà l'adrenalina, la forza e l'entusiasmo della sfida". "Sosterrò la candidatura di Matteo Renzi al congresso, penso si sarà capito . conclude - Non condivido le idee di chi oggi vi si contrappone, però credo abbiano lo spazio, il diritto e il dovere di continuare a farlo nel Pd, proponendo progetti e candidature alternative. Spero che domenica, all'Assemblea nazionale, saremo tutti insieme a decidere regole condivise affinché il percorso sia davvero democratico". 

Un appello all'unità arriva anche da Giuseppe Lupo, leader in Sicilia di Areadem, la corrente che a livello nazionale è capitanata da Dario Franceschini, alleato di Renzi. "L'unità del Pd è un bene per la democrazia e per l'Italia. 'Non dividiamoci, rimaniamo insieme nel Pd'. Questa è la richiesta che in questi giorni ho sentito dagli elettori e dagli iscritti del partito sul territorio. È necessario che questa richiesta di unità sia ascoltata a Roma da tutti coloro che hanno la responsabilità di salvaguardare l'unità, evitando una scissione che sarebbe una grande sofferenza per chi crede nel Pd e un grande regalo alla destra e al M5S". Il vice presidente dell'Ars e presidente della direzione del Pd in Sicilia aggiunge: "Condivido la posizione espressa da Dario Franceschini che sostiene le ragioni di un partito unito, plurale e aperto al contributo di idee diverse, che devono trovare la sintesi necessaria per il bene del Paese". Per l'unità del partito si pronunciano anche altri esponenti di Areadem come Teresa Piccione e Marika Cirone.

Anche il presidente nazionale dei Liberal PD, Enzo Bianco, in riferimento alla ultime vicende del Partito Democratico lancia come "Liberal PD, un "appello forte e convinto" a tutti gli esponenti del Partito Democratico: "una scissione non ha alcun senso". "Nel Pd - continua il sindaco di Catania - c'è spazio e bisogno di tutte le anime e le diverse sensibilità. Moderiamo i toni. Confrontiamoci. Il Congresso è la sede naturale per farlo. La maggioranza rispetti le sensibilità diverse, ma le minoranze rispettino le decisioni degli iscritti. Il Pd è un grande progetto - conclude Enzo Bianco -, non indeboliamolo nel momento in cui ce n'è più bisogno".

 


il 17 Febbraio 2017 - 13:42 4.663