Lite tra Fiumefreddo e i deputati All'Ars arrivano i carabinieri


il 17 Maggio 2017 - 16:26 17.512

IL CASO

Lite tra Fiumefreddo e i deputati
All'Ars arrivano i carabinieri

Le forze dell’ordine hanno chiesto chiarimenti e atti relativi alla rovente seduta della Commissione bilancio.

PALERMO - Sono arrivati in tre, poco dopo mezzogiorno. E si sono recati negli uffici della commissione Bilancio all’Ars. I carabinieri sono giunti stamattina a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, per chiedere chiarimenti e atti relativi alla caldissima seduta dell’8 marzo scorso, quando in seconda commissione sono volate parole grosse tra l’amministratore unico di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo e alcuni deputati dell’Ars.

Cosa abbia mosso i carabinieri e quale sia l’origine di questa “visita” non è ancora chiaro. Non è chiaro, insomma, se sia stata l’Assemblea regionale a inviare gli atti di quella seduta in Procura – così come chiesto anche dall’amministratore unico durante l’audizione - o se, invece, l’intervento delle forze dell’ordine sia dovuto a una denuncia dello stesso Fiumefreddo. Di certo, quella seduta offrì diversi spunti per un possibile approfondimento da parte della magistratura.

L’ombra della massoneria

Una delle questioni sollevate da Fiumefreddo in quell’occasione era relativa a un contenzioso milionario in atto tra Regione e Monte dei Paschi di Siena. “Su questa storia della banca – disse infatti Fiumefreddo – avverto un disagio e anche una violenza che mi preoccupa molto. Il Corriere della Sera ha parlato in passato di Monte dei paschi come sede della Massoneria. E l'atteggiamento anche della politica legata a Mps, anche a livelli più alti, è stato violentissimo, non solo con me, ma anche con chi mi ha preceduto. Oggi per fortuna c'è un nuovo management a guidare l'Istituto che non ha nulla a che vedere col passato. Ma la banca, si sa, fa la banca”.

Dopo questo riferimento, però, ecco che la questione è scivolata sul tema della mafia e della criminalità. Criminalità che, stando alle parole di Fiumefreddo, si sarebbe infiltrata “anche in questo Palazzo”. Altro elemento potenzialmente di interesse da parte della Procura. Poco dopo, ecco saltare fuori anche il nome dell’ex presidente della commissione bilancio Nino Dina, che pochi giorni dopo annuncerà querela nei confronti di FIumefreddo.

Lo scontro con Lentini

Ma nel corso di quella seduta, ecco anche lo scontro tra l’avvocato catanese e il deputato Totò Lentini che a un certo punto della riunione ha affermato che “a luglio Fiumefreddo dovrà recarsi in tribunale per una imputazione coatta”. Frasi che hanno scatenato la reazione dell’amministratore: “Non mi faccio processare da chi deve fare ancora il proprio dovere di cittadino”. “Io non ho tasse da pagare – ha reagito Lentini – e sei lei continua con questi toni, noi soldi non gliene diamo”. “Queste parole hanno un profilo estorsivo – la replica di Fiumefreddo – chiedo che questo verbale venga trasmesso alla Procura”. E proprio in questo passaggio potrebbe rintracciarsi un altro elemento tale da spingere la magistratura a interessarsi alla vicenda. La seduta si chiuderà infine con una nuova “lite” tra Fiumefreddo e il presidente della commissione Vincenzo Vinciullo, che ha portato repentinamente alla chiusura di quella accesa seduta. Sulla quale adesso la magistratura sembra intenzionata a fare luce.


il 17 Maggio 2017 - 16:26 17.512