Migranti, presidio sì o no? E' scontro tra sindaci


17 Luglio 2017 - 17:12 1.561

Messina

Migranti, presidio sì o no?
E' scontro tra sindaci

Polemica e dichiarazioni contrapposte. Il vescovo: "Non è gente razzista"

CASTEL'UMBERTO (MESSINA) - "In questo momento ci sono fuori dall'ex hotel Canguro di Sinagra dei cittadini di Castell'Umberto come presidio. Noi continueremo con una nostra presenza fino all'incontro con il prefetto, che si svolgerà giovedì. Non ci sono blocchi e non ci sono proteste, lo facciamo soprattutto per tutelare i migranti che si trovano all'interno della struttura": a dirlo é il sindaco di Castell'Umberto, Vincenzo Lionetto Civa, che da tre giorni insieme ai suoi concittadini e altri sindaci del comprensorio protesta fuori dall'ex albergo per le condizioni dei migranti, che sarebbero stati accolti in una struttura fatiscente. "Questa sera alle 21.30, nell'aula del consiglio del Comune di Castell'Umberto - ha aggiunto - ci sarà un'assembla pubblica alla quale potranno partecipare altri sindaci, associazioni e cittadini e durante la quale parleremo dell'accoglienza e delle strutture previste per questo sui Nebrodi. Dalla Prefettura ci aspettiamo risposte concrete e collaborazione, altrimenti poi anche noi come coordinamento di 40 sindaci dei Nebrodi faremo le nostre scelte".

"Non c'è alcun presidio davanti all'hotel Canguro. Anzi non c'è stato da quando è stato fatto entrare il gruppo elettrogeno per fornire la luce alla struttura, da sabato sera, quindi". Smentisce le dichiarazioni del sindaco di Castell'Umberto, Vincenzo Lionetto, Nino Musca, il primo cittadino di Sinagra, comune nel cui territorio si trova l'albergo in cui sabato sono stati trasferiti 50 migranti. "Né sindaci, né cittadini stanno protestando davanti all'hotel", prosegue aggiungendo: "Sono entrato nella struttura e ho incontrato i migranti per vedere come stavano: sono giovani tra i 20 e i 30 anni". Ieri, peraltro, i ragazzi di un'associazione della zona hanno affisso davanti all'albergo bandiere della pace e striscioni di benvenuto per i migranti. (ANSA)

*Aggiornamento ore 19.42
"La cultura dell'accoglienza e del rispetto della persona non può non camminare di pari passo con la piena assunzione delle proprie responsabilità, e questo è valido sia per la gente comune, sia anche per chi è chiamato a decidere per il bene di tutti". È un vero e proprio appello quello che lancia mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti, intervenendo sulle proteste che hanno accompagnato l'arrivo a Sinagra, paese del messinese che ricade nella sua diocesi, di un gruppo di migranti. "È vero che ci sono state proteste, ma non è una questione di accoglienza", dice mons. Giombanco all'Ufficio stampa della Conferenza episcopale siciliana e al Sir: "Assolutamente non la si chiami gente razzista, anzi che emerga la volontà di aiutare chi si trova in difficoltà. Semmai la si accompagni e la si aiuti ad affrontare questo momento: non si può garantire la dignità delle persone, sia quelle accolte che quelle che accolgono, se non ci si prepara bene". Una "preparazione" che, per il presule, riguarda "l'informazione e la formazione dei singoli, ma anche la concreta gestione delle situazioni. Certe enfatizzazioni, utili a far notizia, di certo non aiutano nessuno". "Occorrono coordinamento e collaborazione - conclude mons. Giombanco -, occorre creare una situazione che garantisca la dignità e la sicurezza di tutti, a partire da chi arriva e a finire a chi accoglie".


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