Un cantiere aperto di bellezza Così la Sicilia può rinascere


il 12 Agosto 2017 - 07:25 15.419

'Dal Foglio'

Un cantiere aperto di bellezza
Così la Sicilia può rinascere

Tanti scelgono l'Isola. Dai nomi importanti ai turisti che la scoprono. E non la dimenticano.

Il borgo rurale, immerso nella campagna iblea, circonda un palazzo nobiliare del Settecento, con la cappella e le residenze dei contadini: è l'antico feudo del principe Lucio Bonaccorsi di Rebundone, da cui si scorge in lontananza il blu della costa ionica. Dépandances sul mare, accanto all’Oasi di Vendicari, accolgono gli ospiti che vi alloggiano. Castelluccio, in provincia di Noto, è questo luogo straordinario, recuperato dieci anni fa, dopo settant’anni di abbandono, dalla moglie del principe, la stilista milanese Luisa Beccaria, discendente di Giulia Beccaria, madre di Alessandro Manzoni.

La ristrutturazione ne ha preservato le caratteristiche: alle pareti e nell’arredamento sono stati ripristinati i colori cipria originali della prima decorazione settecentesca, evidenziando alcuni elementi tipici della vita siciliana di un tempo, come i copriletto ricamati e le bianche tende di pizzo che, gonfiandosi al vento, rievocano le atmosfere del film Il Gattopardo. Sito di grande fascino, accresce il valore di quel triangolo di terra tra Noto, Modica e Palazzolo Acreide che oggi vive un vero “boom” turistico e immobiliare, meta delle vacanze di artisti e intellettuali. È un esempio di come funzioni il “marchio Sicilia” che rimanda ad uno stile di vita apprezzato da esteti del bello, come gli stilisti, che prima di altri, anticipano le mode e promuovono con grande successo le loro creazioni nel mercato mondiale.

Non a caso, Giorgio Armani ha scelto da anni l’isola di Pantelleria come “buen ritiro” ed anche Alda Fendi – il cui marito è siciliano di origine – possiede una villa sul lungomare di Sampieri, il borgo marinaro di Donnalucata, caratterizzato dalla maestosa Fornace Penna, esempio di archeologia industriale dei primi del Novecento, simile ad una cattedrale gotica. Nella stessa zona, i coniugi Labichella, anche loro antesignani di questa rinascita, nel 1990 casualmente scoprono l’antico Convento delle Milizie, frazionato nel 1922, e ne acquistano la parte principale, mentre il Santuario (dove si celebra la messa ogni domenica) è di proprietà del Comune di Scicli. Due anni di restauri hanno riportato alla luce un luogo ricco di storia e oggi i proprietari dividono il loro tempo tra Milano e questo magico sito in collina, dal quale, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Malta. L’edificio sacro era nato intorno al torrione d’avvistamento, oggi torre campanaria, l’unica parte che non è crollata durante il terremoto che distrusse gran parte della Val di Noto nel 1693. Una casa-monumento che fa parte di un santuario, particolarmente interessante per la dedica alla Vergine Guerriera, costruito intorno al 1091 sull’area della ultima battaglia tra i normanni guidati da Ruggero d’Altavilla e le legioni arabe. Questa vittoria decretò la definitiva sconfitta dei musulmani dopo trent’anni di scontri armati con l’esercito del Gran Conte Ruggero. Amanti dell’arte contemporanea, la dimora dei signori Labichella è stata, e continua ad essere, una meta nel cosiddetto “Ragusashire” per molti ospiti: artisti, galleristi e curatori che vogliono esplorare questa parte della Sicilia.

Nella punta opposta della Trinacria, dove s’incrociano tre mari e il vento non si quieta mai, Trapani vive, da oltre un decennio, una vivace ripresa turistica. Miuccia Prada e il marito Patrizio Bertelli raggiungono e apprezzano le isole Egadi in occasione delle prestigiose regate veliche internazionali nel 2005. Qui, per qualche anno, il team della celebre imbarcazione da gara, Luna Rossa, organizza la base operativa. I coniugi Bertelli hanno acquistato due edifici storici sull’isola di Levanzo, villa Bulgarella dei primi del Novecento e il Baglio Florio, costruito dai celebri imprenditori che hanno portato la Sicilia alla ribalta economica e sociale nel periodo della Belle Époque e, tra le varie imprese, gestivano tonnare nella Sicilia occidentale, dove, per primi, iniziano la conservazione del tonno sott’olio in scatole di latta da esportare in tutto il mondo.

Il mese scorso, anche Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno deciso di presentare le nuove collezioni di Alta Moda nei luoghi più scenografici di Palermo e Monreale, dove hanno ospitato i cinquecento clienti tra i più importanti della moda mondiale. Una vetrina per il capoluogo trasformato in passerella: le sfilate dei due stilisti, trasmesse dai media, hanno mostrato le bellezze della città, destando curiosità e interesse. Proprietari di una villa a Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie, Dolce e Gabbana sono, da sempre, gli ambasciatori di un marchio fatto di sensazioni, tradizioni e cultura Mediterranea, dove la terra di Sicilia diventa musa ispiratrice.

Per gli antichi Greci la Sicilia, terra di conquista, era chiamata con il termine “Sikelia”: terra dell'abbondanza. Il “bello” coincideva con il “buono” e le virtù etiche della bellezza erano contenute nell'espressione, kalòs kai agathòs. É il riferimento all'etimologia di un’armonia virtuosa, come categoria dello spirito, sulla quale, oggi, la Sicilia migliore fa leva come motore di cambiamento per il futuro, cercando di superare oltre mezzo secolo di degrado civile e devastazione paesaggistica. Nonostante le sue contraddizioni, la Sicilia ha ottenuto più riconoscimenti UNESCO di altre regioni d’Italia: dieci, tra beni materiali e immateriali, riconosciuti come patrimonio di tutto il mondo. Molti stranieri e anche italiani del “continente”, attratti dall'atmosfera esotica e dal mite clima mediterraneo, oltre che dalla straordinaria ricchezza naturalistica e culturale dell’Isola, hanno deciso di trasferirsi qui, almeno per una parte dell’anno, contribuendo alla ristrutturazione e alla rinascita di edifici affascinanti e ricchi di storia che altrimenti sarebbero finiti in rovina.

Tra questi, in un precedente articolo, abbiamo raccontato la storia di Massimo e Francesca Valsecchi e del cantiere di restauro di Palazzo Butera a Palermo. Con i suoi novemila metri quadrati, il palazzo che occupa la più grande porzione della quinta di edifici storici che si affacciano sul golfo di Palermo è, al momento, uno dei più grandi d’Italia a gestione privata. I nuovi proprietari stanno preparando l'inaugurazione e l'apertura al pubblico della loro casa-museo l’anno prossimo, per metà giugno, in occasione di Manifesta 12, l’importante biennale nomade europea di arte contemporanea, tra gli eventi più attesi di Palermo Capitale della Cultura 2018. Il progetto è rilevante, non solo per l’eccezionalità della dimora, la sua posizione, le dimensioni e la particolarità della collezione Valsecchi di opere d’arte moderna e contemporanea, ma soprattutto per la scelta visionaria dei coniugi, di immaginare l’Isola - e Palermo - come la Bruxelles del Mediterraneo, così ha anche proclamato, qualche mese fa, il Premio Nobel Abraham Yehoshua: la Sicilia come luogo modello dell’essere plurale, per un futuro fatto di realtà che sono il risultato di profonde stratificazioni culturali.

Una prospettiva nella quale i Valsecchi sono coloro che hanno intrapreso l’impresa più impegnativa, ma non sono soli nella scelta del cambiamento di latitudine. Anche l’artista e designer Nathalie Hambro, discendente della celebre dinastia di banchieri inglesi, dopo aver vissuto a Londra e Parigi, si è innamorata dell'atmosfera del capoluogo siciliano e ha acquistato un appartamento a Palazzo Maletto, nell’antico quartiere della Kalsa.

Antesignana, tra artisti e collezionisti di arte contemporanea, è stata Jenny Saville, pittrice superstar dell’arte, salita alla ribalta con il movimento degli Young British Artists, lanciato da Charles Saatchi alla metà degli anni Novanta. La Saville, seguendo il suo amico fotografo e regista Glen Luchford, nel 2000 ha acquistato un grande appartamento nel centro storico di Palermo: il piano nobile del barocco Palazzo Filangieri Cutò, alla fine di via Maqueda, dove inizia il mercato di Ballarò. Abitato dall’artista per la prima metà degli anni Duemila, quando era alla ricerca di una luce mediterranea per intonare gli incarnati delle sue pitture materiche, oggi l’appartamento è da Lei abitato solo pochi giorni all’anno. La Saville è tornata a vivere ad Oxford per impegni personali, ma ne mantiene tuttora la proprietà. Una presenza carismatica molto importante nella città di Palermo, dove Jenny Saville ha avuto una notevole influenza sui giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti e avviato diverse iniziative in campo culturale, come la nascita della Fondazione Sambuca per la promozione dell’arte, attraverso la sua amicizia con Marco e Rossella Giammona e il curatore Paolo Falcone.

Infine, anche il mare spumoso ricordato da Luigi Pirandello, che lambisce le spiagge del litorale da Menfi fino alla Scala dei Turchi, davanti alla Valle dei Tempi di Agrigento, acquista una dimensione internazionale grazie al “Google camp”. L’incontro estivo annuale del colosso statunitense ospita qui i potenti della terra dal 2014, dai magnati della finanza ad attori e star da tutto il mondo. Un appuntamento che porta il territorio all’attenzione di un pubblico globale con la capacità di muovere investimenti e progetti rilevanti, positivi non solo per la Sicilia ma per l’intero Paese. Dopo la Brexit, forse il “luogo geometrico” dell’Europa si sposta sempre più a sud.

 


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