Bartolo 'sceglie' Claudio Fava D'Alema punge Crocetta e Alfano


il 12 Ottobre 2017 - 12:08 3.611

Le Regionali

Bartolo 'sceglie' Claudio Fava
D'Alema punge Crocetta e Alfano

Il medico di Lampedusa: "Claudio è credibile". Il leader Mdp: centrosinistra come il "circo Barnum"

PALERMO - "Musumeci e Cancelleri sono ologrammi, parlano con le parole di Salvini e Di Battista, ma non hanno programmi o non possono parlarne". Claudio Fava, leader di Cento Passi per la Sicilia e candidato alla presidenza della Regione Siciliana, ci va giù duro. Oggi ha ufficializzato l’appoggio al suo progetto politico di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa simbolo dell'accoglienza ai migranti. Con un ospite d'eccezione al suo fianco: il segretario di Articolo 1-Mdp Massimo D'Alema.

Claudio Fava è orgoglioso di avere in squadra il responsabile del presidio sanitario di Lampedusa ("Un uomo con una grande storia professionale e umana") e si dice "grato perché mette a disposizione la sua esperienza dentro una cornice non elettorale. Designarlo assessore? Abbiamo letto di tutto - risponde -, mi pare che a casa di Musumeci siano già in overbooking, ci sono più assessori designati che assessorati. Noi presenteremo mercoledì prossimo la prima tranche di assessori, non vi anticipo nulla. Con Bartolo condividiamo la sintonia di trovarci dalla stessa parte, la sua non è una vicenda di carità, ma di solidarietà e civiltà. Bartolo non è con noi perché designato assessore, è con noi a prescindere".

A precisare i contorni del suo appoggio alla candidatura di Fava è lo stesso medico di Lampedusa, che nel corso della sua attività ha accolto e curato "più di 300mila persone". "Condivido le idee e il programma di Claudio, ma continuerò a fare il medico - precisa -, continuerò a portare la mia testimonianza. Non sono qua perché mi sono state fatte promesse, non voglio niente. Potevo stare col Pd, con la destra, un po’ di contatti vi assicuro che ci sono stati. Ho scelto il partito più piccolo, perché credo nel progetto e nell'onestà di Claudio Fava".

Ma a calamitare tutte le attenzioni è il leader di Mdp: "Credo che il voto siciliano sia molto importante per l'avvenire dell'Isola - spiega D’Alema -. È una battaglia molto difficile, ma qualsiasi sia l'esito, la presenza nel consiglio regionale di una voce forte come quella di Bartolo che esprime i valori della solidarietà del lavoro e della lotta alla disuguaglianza, sarà un fattore molto importante rispetto alla confusione e al trasformismo, che sono state spesso dominanti nella vita politica siciliana. E sarà un segnale forte anche per il Paese". E sul tema dell’immigrazione clandestina, al centro del dibattito di oggi, D'Alema avanza due proposte: abolire la legge Bossi-Fini e tornare alla Turco-Napolitano, e poi approvare lo ius soli. "La legge elettorale? Una porcata, una nuova 'legge truffa', una schifezza". Poi una risposta a chi, come Giuliano Pisapia, ha parlato di Articolo 1 come di un partito "del tre per cento"": "E' uno slogan sciocco, supereremo lo sbarramento e il voto in Sicilia avrà ripercussioni a livello nazionale. Siamo piccoli ma cresceremo". Da D'Alema anche una stoccata al centrosinistra siciliano: "Malgrado il circo Barnum messo in piedi, da Crocetta ad Alfano, mi pare che il cosiddetto centrosinistra non riesca a prendere quota".


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