Se Renzi vuole Orlando per commissariare il Pd


il 27 Gennaio 2018 - 11:24

Semaforo Russo

Se Renzi vuole Orlando
per commissariare il Pd

I possibile retroscena di un accordo.

Con una rubrica su Livesicilia di commenti sulla politica siciliana non posso esimermi dal fare alcune considerazioni riguardanti la decisione del sindaco di Palermo di iscriversi formalmente al Partito Democratico. Non posso esimermi anche perché con Leoluca Orlando ho condiviso stagioni di vita e politiche importanti, a cominciare dalla Rete di cui sono stato coordinatore regionale nei terribili e blindati anni delle stragi di mafia.

Oggi molti si interrogano sulla sua scelta di abbracciare il Pd, meglio, di abbracciare QUESTO Pd. Per chi proviene dalla storia della Rete, che aveva aggiunto nel simbolo la dicitura: “per il Partito Democratico”, il Pd sarebbe la casa naturale; ma QUESTO Pd, soprattutto siciliano, è quello che avevamo in mente quando lo abbiamo sognato e preconizzato?

Nel mio precedente articolo dico chiaramente che non lo è. Ben conoscendo l'elevata statura di Orlando escludo dietrologiche ragioni mercantili, una sorta di scambio tra adesione a Largo del Nazareno, assessorati comunali, presidenze e consiglieri d'amministrazione nelle partecipate e un seggio sicuro, oggi, a qualcuno dei collaboratori e, domani, in altra competizione elettorale magari per se stesso. Allora, quali possono essere i motivi e le prospettive che stanno dietro a un passo del genere? Certo, le manovre di posizionamento a ridosso di elezioni offrono il fianco a diffidenze e a malignità e complicato diventa continuare a gridare: “Palermo è il mio partito” con un preciso distintivo di partito sul petto. Credo, al contempo, che rimanere impigliati nei sospetti di logiche spartitorie può parecchio fuorviarci. Perché un uomo che ha lasciato la Democrazia Cristiana 27 anni fa, contro la degenerazione della partitocrazia e le collusioni tra mafia e parte della Dc siciliana, prende la tessera di un partito da lui aspramente criticato nel passato, un partito di cui ha rifiutato il simbolo nella corsa a sindaco, che ha sostenuto i quattro disastrosi governi Crocetta da lui definiti “calamità istituzionale” e ordito disinvolte operazioni di riciclaggio di vecchio personale politico di cuffariana e lombardiana memoria?

Un partito dilaniato da scontri permanenti tra fazioni - al confronto nella Prima Repubblica tra le correnti c'erano giocose scaramucce - reduce da due pesantissime sconfitte: il referendum costituzionale del novembre del 2016, in cui i NO siciliani anti-renziani sono stati notevolmente superiori rispetto al resto del Paese, e le recenti regionali con la debacle del candidato, da lui risolutamente voluto, alla presidenza della Regione. Solo una potrebbe essere la spiegazione: se di quel partito si diventa in virtù di accordi nazionali, e poi nei fatti in forza del consenso personale, una sorta di commissario, il socio di maggioranza con compiti di amministratore delegato. In ciò concordo con il lucido fondo del direttore Accursio Sabella (“Orlando, bluff del modello Palermo. Civismo buono per prendersi il PD”). E' la strategia di Matteo Renzi e di Orlando?

C'è un patto tra i due che passa dal seggio sicuro – il segnale di un cambio di ragione sociale - per qualcuno del cerchio orlandiano? Cioè, in soldoni, Renzi attraverso Orlando vuole azzerare lo stato maggiore del suo partito in Sicilia, bacino potenziale di oltre quattro milioni e seicentomila elettori (di cui ormai oltre la metà astensionisti), per tentare di arrestare l'emorragia di voti e incidere con una sterzata sul futuro immediato del partito? La simultanea dichiarazione di giubilo verso l'illustre nuovo arrivato di Giuseppe Lupo, riferimento dem dell'anima ex-democristiana, la medesima famiglia di nascita di Orlando, e il gelo, invece, dell'area cracoliciana lasciano immaginare un simile scenario. In atto la partita, dagli sviluppi imprevedibili, è ancora al calcio d'inizio e condizionata dalle feroci battaglie interne per l'accaparramento dei posti in lista al sole.


il 27 Gennaio 2018 - 11:24