Giovanni, Paolo e il gateau L'amore oltre lo sfregio


il 12 Febbraio 2018 - 12:19

Il ricordo

Giovanni, Paolo e il gateau
L'amore oltre lo sfregio

Lo sfregio di un murales. Una sconcezza. Da cancellare con una mano di vernice. Così.

Raccontano che Giovanni Falcone cantava canzoni stonate. In certe rarissime sere, quando l'angoscia gli concedeva la grazia di un minuto di sollievo, se qualcuno strimpellava una chitarra, lui cantava. E stonava.

Raccontano che Giovanni Falcone amava molto il gateau di riso. La sera del 23 maggio – quella sera, così raccontano – lo avrebbe mangiato a cena, se non fosse stato spazzato via dal tritolo con la donna che amava e coloro che lo proteggevano. Quando pensate a una vita spezzata, pensate a quella fetta di gateau mai consumata, conservata nel frigo dell'eternità e degli istanti perduti, messa lì a raffreddarsi per sempre.

Raccontano che Giovanni Falcone era un uomo che sapeva amare. Francesca gli scrisse un bigliettino, una volta. Una grafia femminile e minuta, come ali sopra un foglio bianco, come un'ombra che si muove, in trasparenza. “Ti amo”, si leggeva. Una frase sul muro degli innamorati. Chi ha avuto tra le dita quel pezzettino di carta ha sentito la vibrazione di un legame perenne. C'è ancora l'amore di Giovanni e Francesca. Respira con loro, ovunque siano.

Raccontano che Paolo Borsellino era un uomo dallo spirito caustico e buono. Scherzava, senza ferire. E gli piacevano i giochi di parole. Era in ascensore con la scorta, lesse la targhetta. “Capienza.... Ma ci capi Enza...”. Una risata. E poi uno sguardo di mestizia: “Ragazzi, mi spiace molto che quando accadrà ci sarà qualcuno di voi. Con me”.

Raccontano che Paolo Borsellino, quando poteva, si rifugiava dal suo barbiere, Paolino. “Dottore, si accomodi, passi per primo”. “Per piacere, Paolino, mi faccio il turno, non mi assicutare”. Ed era l'illusione di una vita normale. Come alcune passeggiate domenicali, di soppiatto, da casa all'edicola, piano piano, gustando la libertà proibita.

Raccontano che Paolo Borsellino amava alla follia sua moglie e i suoi figli, che smise di accarezzare poco prima del 19 luglio, per abituarli all'idea del distacco. Li amava col cuore di chi non vorrebbe andarsene, eppure trova il coraggio di essere ciò che deve, costi quel che costi. Paolo Borsellino amava, rideva, scherzava.

E' successo a Milano. Qualcuno ha sfregiato il disegno murale di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, trasformandolo in un messaggio sconcio. L'orrenda risata di una iena su ciò che è sacro. Così noi abbiamo voluto ricordare e rimettere un po' insieme tutti i pezzi di amore che ci furono, prima di Capaci e di via D'Amelio, come una mano di vernice sopra quella sconcezza. Giovanni, Paolo, il gateau e l'ascensore. Tutto l'amore sopra un foglio bianco.


il 12 Febbraio 2018 - 12:19