Quando un potente vuole fare il Fico


il 31 Marzo 2018 - 11:53

Manovra a Tinaglia

Quando un potente
vuole fare il Fico

Quei gesti compiuti da chi comanda. Che suscitano reazioni differenti.

Qualche anno fa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prese il treno per andare a Firenze e poi il tram fino a Santa Maria Novella. In precedenza, aveva scelto di venire a Palermo, viaggiando su un normale volo di linea Alitalia. Io storsi il naso per l’imbarazzo e i problemi che questi gesti comportavano per gli apparati di sicurezza. Pensavo che quando una persona accede ad una carica istituzionale così apicale, cessa di appartenere a sé stessa per appartenere alla collettività, perché è alla collettività che appartiene la carica.

Insomma, mi dicevo, un Presidente della Repubblica non può comportarsi come un normale cittadino, per la semplice ed assorbente considerazione che lui, cittadino normale non lo è più. La cosa, però, suscitò un coro unanime di consensi nell’opinione pubblica abituata a guardare con rabbia, insofferenza e fastidio ai vari privilegi della cosiddetta casta. Sembrò un modo nuovo, sobrio, di interpretare il potere. Il “Corriere Fiorentino” titolò Mattarella- style.. Lo stesso fenomeno (vorrei dire lo stesso errore di grammatica istituzionale) si è riproposto in questi giorni con la vicenda del tram di Fico. Stavolta, però, invece di consensi, ha generato sfottimenti a go-gò e la tagliente ironia dei social.

Ho visto un sacco di post fantastici e mi sono divertito a mettere like. Con me funziona così. Anche se non ne condivido il contenuto, se il post ha la sua musicalità, il suo ritmo, la sua battuta, io il like ce lo metto di cuore. Però, sono confuso. Perché, se uno si tiene ben stretti i privilegi connessi ad una apicale carica istituzionale, viene guardato come uno beceramente attaccato al potere; se invece mostra di volerli allentare o solo interpretarli in modo diverso, succede che, a corrente alternata, o tocca il punto G della collettività e ci fa impazzire di gioia, o sembra un demagogo populista, e ci fa incazzare. Insomma, siamo proprio incontentabili. Vabbè, ma che ci fa? Non è un difetto grave.


il 31 Marzo 2018 - 11:53