Almaviva, torna la preoccupazione Cisl: "Creano una bad company"


il 06 Aprile 2018 - 13:19

Palermo - la vertenza

Almaviva, torna la preoccupazione
Cisl: "Creano una bad company"

La Cisl denuncia: "Si vuole trattare con i lavoratori con la pistola sul tavolo".


 

PALERMO – Un nuovo ramo d’azienda per rilanciare i call center, ma che potrebbe rivelarsi una trappola per i 3400 lavoratori palermitani di Almaviva. È quanto denunciato in una conferenza stampa dalla Cisl, che teme che la nuova compagnia proposta dalla società di call center sia fatta solo per assorbire le perdite e scaricare sui lavoratori il peso della crisi. Il sindacato fa appello al presidente della Regione e al sindaco di Palermo per “fare l’interesse dei lavoratori palermitani”.

“Un'azienda solida come Almaviva – dice Francesco Assisi, segretario Fistel-Cisl – che gestisce anche il ramo informatico del Parlamento di Bruxelles, vuole creare un'azienda a parte che dovrebbe reggere il mercato. È chiaro che vogliono fare una bad company in cui mettere tutto quello che è in perdita”. È questa la reazione all’intenzione di Almaviva di creare una nuova società che gestirà tutti i lavoratori, gli utili e le perdite attualmente legati al call center di Palermo, ma che sarà separata, dal punto di vista formale e dei conti, dalla casa madre nazionale. “Questo succede in un momento in cui – dice Assisi – molte delle commesse sono in scadenza e si faranno i concorsi per rinnovarle. Non siamo disponibili a discutere di accordi in questi tempi, non si può discutere con i lavoratori con la pistola sul tavolo, soprattutto quando si fanno sacrifici da tempo”. Il riferimento è agli accordi grazie a cui Almaviva ha mantenuto aperta la propria sede di Palermo: “Da quattro anni sosteniamo i lavoratori di questa azienda – dice Assisi – l’ultimo è stato fatto a giugno scorso, una situazione in cui i lavoratori tra Tfr, scatti di carriera e altro lasciano sul tavolo 4 milioni. Lo abbiamo fatto per restare a Palermo e continuare a lavorare”.

Il problema per il sindacato è anche politico: “Non accettiamo che Almaviva si incontri con le istituzioni – dice Assisi – solo per ricevere la conferma delle commesse, soprattutto in un momento in cui stanno per arrivare gli appalti per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Le istituzioni potrebbero costringere le aziende ad assumersi il costo sociale: se vogliono le commesse, devono tenere i lavoratori a Palermo”. Dello stesso parere Mimmo Milazzo, segretario regionale della Cisl: “Non si può arrivare in Sicilia prendendo appalti e poi comportarsi in questo modo. Daremo battaglia, dato che essendo una holding molto grande non capiamo perché staccare un ramo d'azienda. Significa indebolire i lavoratori, e in questo speriamo di avere accanto le istituzioni”.

L’allarme che oggi scuote i sindacati e i lavoratori è stato lanciato dopo l’arrivo di due lettere da parte di Almaviva, società che gestisce servizi informatici e call center a Milano, Palermo, Napoli, Catania, Rende e Cagliari. Nella prima lettera, inviata al presidente della Regione Musumeci, al vicepresidente Gaetano Armao e al sindaco Leoluca Orlando, i manager di Almaviva espongono i problemi del mercato dei servizi al cliente nella fase economica attuale. Sul call center di Palermo, in cui lavorano 2800 persone a tempo indeterminato e circa 400 a tempo determinato, si concentrano attualmente le commesse per cinque importanti clienti come Tim, Wind, Sky, Alitalia, Trenitalia, ma “il continuo calo dei volumi – si legge nella lettera firmata dal presidente di Almaviva Andrea Antonelli – seguita a generare consistenti perdite mensili e una dimensione di esuberi dal carattere ormai strutturale”. Per questo Almaviva chiede un confronto con le istituzioni, “per la valutazione puntuale e approfondita delle problematiche accennate” e per trovare delle soluzioni. Di tutt’altro tenore la lettera inviata appena un giorno dopo alle rappresentanze sindacali, in cui Almaviva comunica che la gestione del call center palermitano verrà scorporata dall’azienda nazionale. Questa nuova società dovrebbe affrontare da sola il mercato: “Tale scelta dovrebbe garantire una maggiore responsabilità imprenditoriale del sito – si legge nella lettera – e una maggiore focalizzazione dello stesso verso il riequilibrio complessivo delle entrate e delle uscite”.

AGGIORNAMENTO ORE 16:30
"Si va verso lo sciopero generale dei seimila lavoratori Almaviva Compact di tutta Italia - si legge in un comunicato diffuso da Cisl - questa è la decisione assunta nel pomeriggio dall’esecutivo regionale della Cisl Sicilia che, assieme alla Fistel Cisl (la federazione delle telecomunicazioni), nei prossimi giorni proporrà la mobilitazione congiunta ai vertici regionali e nazionali di Cgil e Uil. La protesta dovrebbe svolgersi entro poche settimane, propongono Cisl e Fistel. E al centro dovrebbe avere la vicenda dei 2800 dipendenti a tempo indeterminato di Almaviva Compact, di Palermo". Nella nota si aggiunge che "le segreterie territoriali e nazionali di tutte le organizzazioni sindacali hanno fatto partire, unitariamente, una richiesta di incontro all’indirizzo dell’azienda e di Unindustria Roma, dove la casa madre ha sede. Oggetto: 'conferimento di ramo d’azienda'. Tema: l’esame congiunto delle questioni sollevate dalla missiva aziendale del 4 aprile".


il 06 Aprile 2018 - 13:19