Riscossione dei tributi locali Un modello con al centro il cittadino


06 Aprile 2018 - 17:48

Il convegno

Riscossione dei tributi locali
Un modello con al centro il cittadino

Esperti a confronto alla cantina borbonica di Partinico.

PALERMO - Nuove leggi, strumenti tecnologici non adeguati ai tempi e anche “un problema di capacità amministrativa di tutti gli enti locali, grandi e piccoli”, come dice Emanuele Alvano, segretario generale dell’Anci Sicilia, riferendosi alla mancanza di figure professionali negli organici dei Comuni. Le difficoltà degli enti locali nella riscossione di tributi e tariffe derivano da un mix di causa. Ma possono essere in parte superate, dicono gli addetti ai lavori che si sono dati appuntamento questa mattina a Partinico, in un sistema che metta al centro al cittadino. Un’attività, quella di riscossione, che vede gli enti locali siciliani agli ultimi posti delle classifiche nazionali. E che rende ancora più impervia quella che Angelo Cuva, docente dell’Università di Palermo, definisce “l’impresa miracolistica” degli amministratori di chiudere i bilanci dei Comuni. Di efficientamento della riscossione e del fondo crediti di dubbia esigibilità si è parlato questa mattina alla Real Cantina Borbonica di Partinico in un appuntamento organizzato da Comune di Partinico e Ordine dei Commercialisti di Palemro in partnership con AreaRiscossioni e Smmart Post, aziende private che operano nel settore.

Un evento, introdotto dai saluti del commissario straordinario del Comune di Partinico Maurizio Agnese e del vicepresidente dell’Ordine dei commercialisti Stefano Maggiore, che ha registrato la partecipazione di addetti ai lavori e amministratori locali per fare il punto su un tema fondamentale per la vita degli enti locali. Dopo la “rivoluzione copernicana nell’ambito della gestione finanziaria degli enti locali”, come l’ha definita nel suo intervento Alvano e cioè il passaggio da un sistema imperniato sui trasferimento a uno che si fonda sui tributi locali. In questo passaggio, essenziale è il fondo crediti di dubbia esigibilità, che limita la capacità di spesa dei Comuni alle entrate che sono effettivamente esigibili, secondo criteri che tengono conto della diversa storia di ciascun comune: “E’ il federalismo fiscale capillare”, ha detto Nino Mineo, presidente Asfel Sicilia. “Il fondo nasce partendo dall’analisi di una patologia. Ma crea delle difficoltà ulteriori all’impresa miracolistica degli amministratori locali di chiudere un bilancio”, ha detto il docente Angelo Cuva, che ha anche ricordato come su 1.058 miliardi di euro di crediti da riscuotere affidati a Equitalia tra il 2000 e il 31 dicembre 2015, si può sperare di riscuoterne solo 51, Il 5% del carico totale lordo. Antonino Sciacchitano, presidente commissione Enti locali dell’Ordine dei commercialisti di Palermo, si è soffermato sull’assenza di un quadro normativo certo, illustrando come negli ultimi anni i Comuni che utilizzavano un soggetto pubblico per la riscossione sono passati da 6.161 a 3.622. “Serve un sistema trasparente, accessibile, soprattutto dall’utenza”, ha detto Sciacchitano. “Il cittadino paga se capisce cosa deve pagare. E va messo al centro del sistema”, ha aggiunto Giuseppe Catizone, marketing and communication consulting. Raffaele Gatti di Smmart Post e Annalisa Todesco di AreaRiscossioni hanno presentato alcune case history di successo di implementazione della riscossione da parte di enti locali che si sono affidati tramite bandi di gara a soggetti privati, come il caso di un grande comune del Salernitano che ha fatto registrare il 60 per cento di incassi e la conseguente diminuzione della Tari.

 


06 Aprile 2018 - 17:48