Fiori per Joe, condannato a morte "Ogni anno senza mancare mai"


il 15 Aprile 2018 - 06:15

Palermo

Fiori per Joe, condannato a morte
"Ogni anno senza mancare mai"

La storia palermitana di Joseph O' Dell e di una donna che non l'ha mai dimenticato.

PALERMO- “Vaya con Dios my love”. Il condannato a morte mandò un bacio e una frase a sua moglie, che aspettava dietro i vetri della saletta delle esecuzioni. Si erano sposati dal poche ore, un po' per amore, un po' perché lei, che era il suo avvocato, potesse disporre del corpo. L'iniezione letale fece il suo dovere. La prima scarica provocò la perdita di conoscenza, ma non sai mai fino a quanto. Le altre paralizzarono, soffocarono, uccisero. Così morì Joe O' Dell, forse da innocente, accanto alla sua Lori Urs, in un carcere della Virginia.

Quella storia era già diventata una cosa palermitana. Leoluca Orlando, il sindaco di quell'estate del '97, aveva preso contatti con la vittima, promettendogli la concessione della sepoltura nel cimitero di Santa Maria di Gesù. Lui, Joseph detto Joe, l'aveva chiesta, dopo una calda ondata di solidarietà: “Palermo è l'unico luogo che mi ha dato amore”. “Per me non era colpevole – ha detto qualche giorno fa il Professore Orlando – ma il punto non è questo: ero e sono contro la pena capitale”.

Attraversando ostacoli, parole che insultavano o benedette, preghiere e maledizioni, Joe fu, infine, sepolto quaggiù, grazie alla generosità del palermitano Giovanni Mazzola che cedette il suo posto funebre. Da allora, una bambina, che ormai non è più una bambina, sempre la stessa donna, posa ogni anno almeno un fiore sulla sua tomba, senza mancare mai all'appuntamento. E' stato proprio il sindaco di ieri e di oggi a riesumare la memoria di un gesto che si è trasformato in affettuosa abitudine, durante una conversazione su tutt'altro argomento: “Una dodicenne mi promise: 'Mi occuperò io dei fiori per Joe'”.

Lei si chiama Laura. Si è trasferita nel Lazio, con suo marito, per ragioni di lavoro. Al telefono conferma tutto. Ventuno anni dopo. “L'unica differenza è che avevo quindici anni, non dodici. Vidi in televisione la foto di quest'uomo. Mi fece pena e mi appassionai. Leggevo i bellissimi articoli di Vittorio Zucconi su 'Repubblica'. Pure io ero convinta della sua innocenza. Partecipai ai funerali che si celebrarono nel cimitero di Santa Maria di Gesù, dove Joe riposa. C'era sua moglie, Lori Urs, anche lei avevo visto in tv”.

Ecco cosa accadde, come se potessimo guardare e sentire la cronaca di un piccolo miracolo. Lori e Laura si parlano, durante le esequie, in quel giorno d'estate, aiutate da un ragazzo che traduce. Lori narra di Joseph, del suo sorriso, del suo essere un uomo che aveva sbagliato tanto, ma che si era sempre dichiarato estraneo all'omicidio per cui aveva subito la condanna massima: una tesi suffragata da più di un particolare, a rileggere la mole di informazioni disponibili. Laura si commuove, quando Lori sussurra: 'Chi penserà ai fiori per mio marito? Io sto in America'. Si fa avanti e promette: 'Ci penserò io', un voto che ripete a Leoluca Orlando. Nel tempo ha mantenuto la sua promessa.

“Scelgo i fiori più colorati e profumati – racconta Laura che ha un tenero imbarazzo della sua stessa sensibilità -. Ogni volta che torno, ho il pensiero a Joe. Con Lori ci siamo scambiate molte lettere. Sapendo che sarebbe stato pubblicato un articolo sul giornale, mi sono emozionata e ho spiegato tutto ai miei figli. Erano incuriositi. Tornerò a giugno e deporrò un altro fiore per Joe”.

Le vie delle benedizioni sono infinite, molte conducono quaggiù. Joseph O' Dell ammazzato in America, forse innocente, riposa al sole di Palermo. Una bambina che è rimasta un po' bambina, per il suo cuore candido, continua ad adornare la sua lapide di affetto. Joe, il reietto, lo scarto, l'uomo dal sorriso dolce, come le sue ultime parole: “Vaya con Dios my love”. Addio, amore mio.


il 15 Aprile 2018 - 06:15