'Di Cristina', stato d'agitazione: "Troppe criticità in ospedale"


il 16 Aprile 2018 - 20:00

Palermo

'Di Cristina', stato d'agitazione:
"Troppe criticità in ospedale"

La durissima nota dei sindacati.

PALERMO- I sindacati dei dirigenti medici dell’Arnas Civico sul piede di guerra, proclamano lo stato di agitazione sindacale per le criticità presentatesi presso il polo ospedaliero 'Di Cristina', cioè l'Ospedale dei bambini. In contestazione con la direzione strategica dell’azienda ospedaliera, i sindacati, facendo riferimento al verbale di un’assemblea sindacale del 20 marzo scorso, contestano la mancanza di risposte e di interlocuzione rispetto all’assenza di strategia nella gestione del polo e la mancata condivisione delle scelte d’organizzazione del lavoro. Lamentano inoltre la cattiva gestione degli spazi dedicati all’assistenza dei piccoli pazienti.

Alla mobilitazione sindacale aderiscono le sigle Anaao Assomed, Anpo-Ascoti-Fials,Cimo, Uil Fpl medici, Cgil medici e Fassid Snr. Con essa i medici intendono assumere azioni incisive per rappresentare non solo i propri bisogni lavorativi ma anche quelli dei pazienti che alle loro cure sono affidati.


Sul tema dell’assenza di strategia, i lavoratori contestano come la “politica degli annunci è prevalsa sulla politica del fare” . “Sono andate nel nulla – affermano – la proposta di creare un ospedale per intensità di cure ed anche quella di trasformare l’ospedale in un istituto di ricerca e cura”. Così, per esemplificare, citano le criticità dell’unità operativa di cardiochirurgia pediatrica, la mancata attivazione di ortopedia pediatrica nonché alcuni servizi di alta specializzazione quali neurochirurgia pediatrica e pediatria di urgenza. Non ultimo i medici criticano il mancato trasferimento di oncoematologia pediatrica presso l’Ospedale dei bambini e la riduzione dei posti letto il alcune unità operative come cardiologia, nefrologia e malattie infettive.

“Inoltre - continuano i lavoratori nel verbale assembleare – è mancato qualsiasi coinvolgimento dei professionisti nelle scelte organizzative e gestionali e persino nell’organizzazione del lavoro. La Direzione strategica ha scelto di lavorare in solitudine senza il concorso delle parti sociali anzi talora contro i professionisti. Ciò ha creato frustrazione, incomprensioni, scarsa fidelizzazione all’Azienda”.

Infine i medici contestano le scelte logistiche della direzione rispetto all’utilizzo degli spazi: “Tante unità operative – espongono - sono state costrette a continui trasferimenti ed a situazioni logistiche inadatte, insufficienti, penalizzanti per i pazienti e con la fondata possibilità di incrementare il rischio clinico. Le prescrizioni di legge sugli spazi che obbligatoriamente debbono essere offerti ai degenti e debbono essere disponibili per il personale sanitario sono state puntualmente neglette. Sono stati eseguiti estemporaneamente di volta in volta tanti piccoli lavori edilizi senza una regia unica, un programma chiaro, un risultato certo e migliorativo. – e concludono -. Sappiamo bene che il nostro Ospedale è ‘piccolo’, ma sappiamo altrettanto che questo non può costituire un alibi per nessuno perché abbiamo ospitato unità operative provenienti da altre aziende e parti significative di questo polo ospedaliero rimangono a tutt’oggi inutilizzate”.

 

 


il 16 Aprile 2018 - 20:00