"No agli opportunisti nella Lega Alleanze? Schemi non immutabili"


il 08 Giugno 2018 - 06:08

L'intervista

"No agli opportunisti nella Lega
Alleanze? Schemi non immutabili"

Il commissario del Carroccio Candiani. "La diffidenza del Sud? Qualcosa sta cambiando".

Stefano Candiani commissario della Lega in Sicilia deve interrompere un paio di volte la telefonata per parlare “col Ministro”. E il Ministro, ça va sans dire, è
Matteo Salvini. “Si fatica ad andargli dietro, come sempre”, scherza uscendo dal Viminale il senatore a cui il leader del Carroccio ha affidato la guida del partito nell'Isola. Quel partito a cui tanti, anche tanta classe politica, guarda con interesse, visto il vento che soffia al momento nelle vele del partito. Ma Candiani è più che prudente nel gestire l'eventuale traffico in entrata.


Senatore, con la nascita del governo Conte abbiamo visto il centrodestra in ordine sparso: voi della Lega al governo, Forza Italia che vota contro, Fratelli d'Italia che si astiene. Ma quali sono i vostri rapporti con gli alleati di centrodestra?

“Non si può più ragionare per schemi fissi e immutabili nel tempo. La politica muta e mutano le esigenze dei cittadini. Alle elezioni il miglior risultato l'ha ottenuto il centrodestra. E il Movimento 5 Stelle ha ottenuto il risultato che conosciamo. Noi abbiamo raccolto, con un 'supplemento di responsabilità', come ha detto giustamente Conte, l'esigenza di dare risposte ai problemi che la gente vive quotidianamente. Andiamo al governo con gran parte del programma che abbiamo condiviso con Forza Italia e Fratelli d'Italia. Abbiamo fatto una sintesi nel 'contratto' al di là degli schemi destra-sinistra”.

Ma questa vostra collaborazione con il Movimento 5 Stelle non pregiudicherà i rapporti tra voi e Forza Italia?

“Il buon senso porta a valutare le soluzioni in termini di qualità di proposte. È evidente che c'è una mutazione in corso. Si pensi ai 5 stelle che hanno scelto la strada del governo e di prendersi una responsabilità. Panta rei, tutto si muove ed è in evoluzione”.

In Sicilia alle amministrative vi presentate con il centrodestra a Catania e Messina ma soli altrove. Come mai?

“Per fare una scelta bisogna avere convinzione sulle persone e sui programmi. Dove abbiamo trovato la sintesi, ci siamo messi a lavorare in coalizione. Dove questi elementi non si sono palesati ci siamo presi la briga di fare proposte identitarie, che consentono alla gente di riconoscere nella Lega una presenza affidabile, un'alternativa che già rappresenta una valida soluzione in Italia. E lo facciamo con la consapevolezza che dobbiamo vincere una diffidenza dovuta al passato della Lega e a una scarsa sintonizzazione con le corde del Sud”.

Si sta superando questa diffidenza secondo lei?

“Sì, più che nelle parole nei fatti. L'ultima visita di Salvini ha dato la certezza, basti pensare ai bagni di folla e l'entusiasmo registrato in Sicilia. Fatti che dimostrano che la figura di Salvini è in grado di fare breccia. E il neo ministro dell'Agricoltura Centinaio ha detto che il suo impegno sarebbe stato rivolto prima di tutto sulla Sicilia”.

La Lega però in Sicilia è quasi all'anno zero. Come si sta strutturando? Ci saranno nuovi ingressi nel partito?

“Si avvicinano e si approcciano perone che hanno già una storia politica. Io a costoro faccio presente che si iscrive chi vuole, lo si può fare on line. Dopo di che è cosa differente l'acquisire un ruolo per unzione divina. Nella Lega non funziona così. Nella Lega chi viene si iscrive e lo fa da sostenitore, poi deve fare attività per almeno dodici mesi e poi si valuta se concedere la militanza ed entrare in maniera compiuta con una struttura vera e propria”.

Ma c'è del personale politico che vi sta cercando, no?

“Chi ha un ruolo politico deve capire questo: nella Lega non si entra per opportunismo ma si deve abbracciare un'idea politica, e nessuno si aspetti di avere vantaggi di rielezione. Io in questo momento non sto facendo altro che ascoltare, e stiamo certamente diventati un punto di riferimento per quella che era l'area di centrodestra. Ma io preferisco partire dalla gente che da quelli che dalla gente hanno preso il voto”.

Però la cercano, eccome...

“E come no. Non lo dico per fare il civettone, però è oggettivo che c'è una particolare attrazione da parte della Lega. E lo dico con grande rispetto per chi ha una storia politica precedente, valutiamo la bontà delle proposte. Nessuno si illuda di potersi approfittare della Lega. Questa è la ragione della mia presenza, evitare che ci siano curve troppo avventate”.

All'Ars avete un solo eletto. Potrebbero aumentare i leghisti a Palazzo dei Normanni?

“Se capiterà potremo solo esserne felici. Ma ho detto al presidente Musumeci che qualsiasi adesione non altera gli equilibri del governo regionale. Per essere chiari: se qualcuno entra nella Lega perché pensa così di fare l'assessore si sbaglia. Non farò alcuna richiesta a Musumeci”.

A Roma i 5 stelle sono vostri partner. Che rapporto c'è tra voi e i grillini in Sicilia?

“In Sicilia questi rapporti non ci sono perché noi siamo ancora molto piccoli. Bisogna confrontarsi sui programmi e sui progetti. Non voglio applicare strutture schematiche inchiodate dall'ideologia. È giusto provare a confrontarsi”.


il 08 Giugno 2018 - 06:08