Scegli ciò che mangi E' la stampa, bellezza


il 17 Giugno 2018 - 07:39

Manovra a Tinaglia

Scegli ciò che mangi
E' la stampa, bellezza

Come le pietanze alla carta. E trovi di tutto.

Tutto è cominciato quando il Presidente della Repubblica, nella sala del Quirinale affollata da giornalisti, ha ufficializzato il suo diniego alla investitura di Savona, come ministro dell’Economia. Vi dico subito che, di istinto, ho arricciato il naso, non mi è affatto piaciuto, una mossa inopportuna, ho pensato. Una mera opinione che non ho esternato, e che non è andata oltre un livello, come vogliamo chiamarlo?, intimistico. Solo che poi, ho iniziato a provare una sgradevole sensazione di personale inadeguatezza, quando mi sono reso conto del coro unanime di consensi che , invece, aveva suscitato.

Social, carta stampata, TV. Un susseguirsi di commenti di autorevoli, autorevolissimi opinionisti, anche locali. Tutti a lodare l’operato del Presidente. Giuro, mi sono sentito con l’autostima sotto i tacchi, e per giorni e giorni non ho fatto altro che domandarmi cosa cavolo mi impediva di vedere ciò che invece tutti vedevano.

Analoga sensazione di disagio, quando, nei giorni successivi, ho cominciato a percepire, avvertire, annusare, una sorta di “pre-giudizio”, e di preconcetta ostilità verso tutto ciò che riguarda l’attuale premier, sotto lente di ingrandimento come mai prima, destinatario di continue irrisioni, anche sgradevolmente corrosive sul piano umano (al netto di suoi innegabili scivoloni, talmente goffi che criticarli era come tirare un calcio di rigore senza il portiere). Possibile che la percepisca solo io? mi sono ripetutamente chiesto.

Queste le condizioni che nelle ultime settimane mi hanno indirizzato alla lettura di un quotidiano che non ho mai amato, nella speranza, (anzi nella consapevolezza) che lì, solo lì, avrei potuto trovare accogliente e confortevole sponda alle mie opinioni e ai tanti dubbi che mi avevano assalito. Avevo visto giusto. Pensate, mi sono ritrovato in totale assonanza con le posizioni di un giornalista che avevo sempre avversato (beh, si, avete proprio indovinato). Ma era lui, e il suo giornale che vendevano la sola “mercanzia” di cui avevo bisogno.

La mercanzia, appunto. Nient’altro. Un rapporto mercenario, senza complicazioni, senza promesse. Mordi e fuggi. Vi racconto tutto questo perché mai, come in questi giorni, ho capito quanto sia davvero importante e fondamentale il pluralismo dell’informazione. Dieci, cento, mille fonti alle quali attingere, anche al solo scopo di avere conferma delle proprie opinioni, e perché no? anche per sparigliare le analisi macrosociologiche che accreditano alla stampa quel ruolo, vagamente pedagogico ed anche un tantino pretenzioso, di formarle.

Accade che le opinioni uno se la faccia a prescindere. E quelle che ogni singola testata dispensa con i suoi commentatori, sono come un menù alla carta. Ciascuno sceglie la pietanza che più gli piace. Finché gli piace.


il 17 Giugno 2018 - 07:39