Il male e la speranza Tutto nella musica


il 30 Giugno 2018 - 06:59

Garofalo all'occhiello

Il male e la speranza
Tutto nella musica

Un appuntamento per chi non si arrende. Stasera a Palermo.

Prendi un gruppo di persone, un insieme disomogeneo di soggetti, in ordine sparso. Facciamo: un vigile urbano, un funzionario regionale, qualche impiegato, qualche insegnante, un pensionato, una barista, una psicologa, alcuni giovani, due o tre promettenti musicisti, un tecnico di radiologia, persino un medico. Metti che ognuno di loro si leghi agli altri per una passione comune: la musica.

Affida a qualcuno di essi uno strumento musicale, a qualcun altro la possibilità di cantare. Cinque di loro, avvezzi a darci sotto con i polmoni, comporranno una sezione fiati; tre dolcissime ugole femminili saranno un coro; due o tre saranno chitarre e basso; due i tastieristi; uno il batterista. Ora mettili insieme: ne viene fuori una band incredibile, un miracolo di armonia che prende origine dal caos.

Cambia la scena: prendi adesso Mirko e Andrea (nomi di fantasia), che quando si sono conosciuti, saranno otto o dieci mesi fa, costretti a stare lì, ricoverati, non erano contenti. Metti che ad avvicinarli in modo indelebile è stata, anche per loro, la musica. Perché Mirko sta con le cuffiette costantemente incollate ad entrambe le orecchie, la soglia di accesso ad un mondo diverso, meno ostile. Mentre Andrea sogna di diventare batterista; quando lo confidò a Mirko ne ottenne un commento tagliente: “Vuoi diventare il nuovo Phil Collins? Già sei calvo come lui!”. Ma risero entrambi, a dodici anni è più facile comprendersi; entrambi sapevano bene di cosa si stava parlando: qualche mese prima anche Mirko era senza capelli; le cure, gli dissero.

La loro è un’amicizia basata su una simpatia consapevole, ma anche su una inconsapevole solidarietà. Mal comune - si direbbe - mezzo sollievo. Due ragazzi che vanno d’accordo, come spesso succede a chi si incontra negli ambienti più inverosimili e si ritrova ad argomentare di musica. Del resto, cosa mai significa “andare d’accordo”? Che cos’è questa, se non un’espressione musicale?

Metti che un giorno il “capo” di quel posto, il grande Paolo, invita Mirko e Andrea ad un concerto, da farsi a fine giugno, al Teatro di Verdura. “Si esibirà un’orchestra, una ventina di elementi!” dice con entusiasmo. Entrambi, temendo si tratti di un concerto di musica classica, non esultano. Paolo è il primario del reparto; con lui si può parlare liberamente di calcio, di donne (“ma alla vostra età non è troppo presto?”), di cure, di terapie e di paura. Mirko e Andrea lo sanno, per questo da sempre lo considerano un amico, prima che un medico. Da lui e dai suoi “complici” - medici, infermieri, gente straordinaria - proviene la risposta ai segnali del male; ma anche prossimità e contenimento della paura. Sempre ammesso che salti fuori, la paura, come un’eruzione di lava incandescente da un vulcano immerso nell’oceano.

Ma due galassie apparentemente così lontane, una band inverosimile che fa musica verosimile, e due ragazzi ricoverati in un reparto dove dolore e gioia si alternano in un vorticoso otto volante, si incontrano mirabilmente. Paolo spiega ai ragazzi cosa sarà quel concerto, i due intuiscono che il genere​ musicale potrebbe fare al caso loro. “Si chiamano ‘Skillie Charles Orchestra’, fanno blues, rhythm and blues, soul. V i piacerà, vedrete”. “Sono stranieri?” “No, italianissimi, anzi, quasi tutti palermitani!”. Al concerto hanno promesso di esserci anche papà e mamma, giovani un po’ più grandicelli; i ragazzi gli hanno detto che gli accendini a braccia alzate, nel classico movimento ondulatorio e sincrono con l’esecuzione del brano, non si usano più.

E loro hanno capito, niente accendini. Ma sarà una bella serata, di crepuscolo fiammeggiante da tramonto cittadino, quando ancora il caldo dell’estate non è troppo forte, per fortuna. Quel giorno di fine giugno è arrivato in un battito d’ali. Stasera saranno puntuali, gli invitati. Saranno pronti ad ascoltare musica e a stemperare i pensieri bui con il caldo delle note. Ci sarà Mirko, capelli folti e niente cuffiette; sarà lì, con occhio attento ed orecchie impietosamente critiche, ‘vediamo questi qui cosa sanno fare’. Avrà accanto i genitori, e lui starà in mezzo a loro. Ci sarà anche Andrea; i capelli sono ritornati ma Mirko continua a chiamarlo Phil. È curioso di vedere la band, soprattutto il batterista: un giorno, chissà, anche lui... Ci sarà anche il “capo”, insieme ai suoi “complici”, medici, infermieri, gente davvero fuori dal comune: la festa è anche loro. Ci sarà, la band al completo, infine, tirata a lucido e carica, pronta e motivatissima.

E canteranno insieme, giovani, giovanissimi e meno giovani: la guarigione, in fondo, è il ripristino di un’armonia transitoriamente interrotta, una musica che riprende dopo una disarmonica distorsione. Ma ci sarà anche chi ha da riconquistare un’armonia smarrita; per qualcuno c’è una musica stonata che va ricomposta; forse non sarà semplice, forse non sarà una cosa da poco. Mirko e Andrea saranno lì, insieme anche a loro, a indicare la strada della speranza. La vita è davvero, straordinariamente bella. A festeggiare saranno in tanti, in questo sabato sera di fine giugno. Armonie riconquistate e armonie da riconquistare. Tutti insieme, in un grande sorriso.

Ci saranno mani che applaudiranno, allentando per un po’ la presa di altre mani vicine. Ci saranno frasi cantate in un inglese sconnesso e poche parole sussurrate. Ci sarà uno stare accanto senza soffrire: si sta bene insieme. E poi il caldo dell’estate non è ancora troppo forte, per fortuna.

Appuntamento a stasera, alle 20.45, per un concerto di beneficenza che si terrà al teatro di Verdura, della Skillie Charles Orchestra, organizzato dalle associazione Aslti, associazione siciliana lotta alle Leucemie e ai Tumori Infantili, e Spia, associazione siciliana per le immunodeficienze primitive.


il 30 Giugno 2018 - 06:59