Le mani sul porto di Augusta Gare d'appalto pilotate


il 08 Novembre 2018 - 13:39

SEI ARRESTI

Le mani sul porto di Augusta
Gare d'appalto pilotate

Sequestrata una società. Disposto anche il sequestro di un milione di euro.

SIRACUSA - "Una società privata di progettazione, la siracusana Tecnass srl, redigeva le gare d’appalto per conto dell’Autorità portuale di Augusta, ne manipolava l’esito, e dalle società vincitrici riceveva consulenze milionarie". Questa l'accusa della Procura della Repubblica di Siracusa che ritiene di aver sgominato un decennale sistema di corruzione finalizzato a inquinare le procedure per la realizzazione di opere infrastrutturali al porto commerciale di Augusta.

Su sua richiesta stamattina la Guardia di finanza ha eseguito sei ordinanze di arresto emesse dal gip del tribunale aretuseo. Una in carcere e cinque ai domiciliari. È finito in carcere il titolare della società di progettazione,
Gaetano Miceli; domiciliari per gli altri due soci Pietro Magro e Giovanni Magro. Quest’ultimo è conosciuto anche perché esponente politico, commissario provinciale dell’Udc. Domiciliari pure per due funzionari dell’autorità portuale, Giovanni Sarcià e Venerando Toscano, e per un commissario di gara, Antonino Sparatore. Più sfumate le posizioni degli altri soggetti colpiti dal provvedimento: disposto il divieto di esercitare l’attività di ingegnere per 6 mesi per un consulente dell’Autorità portuale e per 12 mesi nei confronti di un altro un commissario di gara.

Gli appalti pilotati sarebbero quelli previsti nella cosiddetta “Scheda grandi progetti - Hub porto di Augusta”, ossia opere finanziate nell’ambito della programmazione 2007/2013 con fondi Pon per una cifra di 100 milioni di euro. Il sistema delle consulenze, invece, avrebbe avuto un ammontare di circa 8 milioni, fatti sborsare ai vincitori delle milionarie gare d’appalto. “Un sistema di ribaltamento pubblico/privato”, hanno sottolineato in conferenza stampa il procuratore aggiunto Fabio Scavone, il sostituto Tommaso Pagano, che ha condotto l’inchiesta, il comandante provinciale della guardia di finanza Luca De Simone e il comandante del nucleo Pef Antonino Sciabarrà.

Lo spunto iniziale è stata una denuncia partita dall’interno della stessa Autorità portuale. “Ad augusta non c’è solo un inquinamento atmosferico - ha detto il procuratore aggiunto Fabio Scavone, che guida la Procura in questa fase di passaggio dopo il trasferimento di Francesco Paolo Giordano - ma anche un inquinamento di altro genere non percepibile con l’olfatto, se così fosse basterebbe utilizzare cani lupo, ma altrettanto devastante, che sottrae energie alla collettività”.

Nelle intercettazioni telefoniche gli inquirenti ritengono di aver attinto a una serie di ammissioni di alcuni degli indagati. Ai sei arrestati, a vario titolo vengono contestati i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, insieme alle circostanze aggravanti e alle pene per il corruttore, e turbata libertà degli incanti.

Inoltre è stato disposto il sequestro di 1 milione di euro. Sequestrata anche la società di progettazione siracusana.

*Aggiorna ore 15.34
Giovanni Magro, commissario provinciale a Siracusa, è stato sospeso dall'Udc, ai sensi del Codice deontologico del partito. Lo rende noto il segretario nazionale Lorenzo Cesa che aggiunge: "Abbiamo piena fiducia nell'operato della magistratura e siamo certi che si giungerà presto all'accertamento della verità dei fatti".


il 08 Novembre 2018 - 13:39