Le nostre preghiere per Giuseppe Questo dolore appartiene a tutti


il 08 Novembre 2018 - 13:12

Il medico trovato morto

Le nostre preghiere per Giuseppe
Questo dolore appartiene a tutti

La speranza è un fiore strano. Spunta dove non te l'aspetti. E noi avevamo sperato.

“Angelo di Dio che sei il mio custode”. E ti ritrovi a recitare una antica preghiera per un ragazzo che non conoscevi, mentre qualcun altro, con il cuore pesante, sta pubblicando la notizia della sua morte.

Abbiamo pregato tutti per Giuseppe Liotta, il medico disperso e infine trovato morto, nella tragedia del maltempo. Abbiamo pregato perché colpiti dal suo senso del dovere, il sacrificio di uno che si mette in macchina con quell'iradiddio. Per le notizie che ricevevamo: un ragazzo perbene, innamorato, con una moglie dedita, come lui alla missione di chi accudisce e offre sollievo, per il suo sorriso, per l'amore nei suoi occhi e adesso ci sentiamo in cenere per il lutto. Questo dolore appartiene a tutti.

“Angelo di Dio che sei il mio custode...”. Abbiamo pregato, nei giorni scorsi, in ogni situazione, in qualsiasi contesto. Nel traffico, nelle pause concesse dalla guida. Comprando il pane. Scrivendo. Avvitando un bullone. Uscendo o entrando attraverso una porta. E, di sera, incrociando lo sguardo della persona che amiamo, al ritorno da una giornata di stanchezze e speranze, abbiamo pensato a Giuseppe, lì fuori, al freddo e ancora una volta, insieme, abbiamo pregato per la sua salvezza.

Cosa avrà visto Giuseppe mentre la sua vita finiva, mentre il fango lo sommergeva? Abbiamo pregato per la sua paura, per la sua solitudine, per la terribile sensazione di chi prova rimpianto per affetti ormai irraggiungibili nel momento dell'addio. Abbiamo pregato, sperando che ce l'avesse fatta. Ora preghiamo, sperando che sia stato un attimo, che il pensiero sia stato accompagnato dalla dolcezza, che Giuseppe abbia stretto forte il viso delle persone che amava e l'abbia tenuto con sé, passando attraverso quella porta.

Preghiamo per sua moglie che ha detto: “Voglio vederlo, voglio vedere mio marito”. Ed è l'atto valoroso di colei che ama, che vuole condividere tutto ciò che resta. Abbiamo atteso lungo sere d'angoscia e di illusioni, anche se l'evidenza raccontava l'assottigliarsi di ogni auspicio. Ma la speranza è un fiore strano. Lo trovi sulle pareti esistenziali più scoscese e più aride. Si nutre dell'impossibilità. Spunta nell'ora più buia.

Oggi, questo dolore appartiene a tutti. Giuseppe Liotta, pediatra, amico dei bambini, è morto. Ci sentiamo annichiliti, in cenere. Ma rimane ancora una preghiera per tutti, anche per i cronisti che hanno raccontato questa storia, vegliando dall'alba alla notte, e stamattina hanno facce invecchiate di dieci anni, mentre compiono il loro dovere.

Angelo di Dio... non l'eterno riposo. La preghiera dei bambini e dei sogni. La preghiera della buonanotte e del bacio di papà e mamma, delle coperte leggere e odorose. La preghiera della vita quando la morte non c'era. Buonanotte, Giuseppe. Ti sia lieve il cielo.


il 08 Novembre 2018 - 13:12