Debiti, assessori e riforme La precisazione di Armao


15 Aprile 2019 - 09:59

Riceviamo e pubblichiamo

Debiti, assessori e riforme
La precisazione di Armao

Lettera dell'assessore all'Economia

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione dell'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, in merito all'articolo 'I debiti, gli assessori, le riforme - Musumeci e la ‘pesante’ eredità'

1) Variabile regolativa : le questioni di contabilità pubblica vanno distinte in pre-2012 e post-2012 non perché é intervenuta quell’anno la nuova legislatura regionale (con l’avvento del governo Crocetta), ma perché quell’anno entrò in vigore la legge cost. n. 1 del 2012 sul pareggio di bilancio in Costituzione e poi nel 2015 si è finalmente applicato anche in Sicilia il decreto 118 del 2011 sull’armonizzazione contabile. Applicazione, peraltro, non solo tardiva (ne avevamo previsto nel 2011 la sperimentazione, poi cancellata), ma anche errata (il recepimento é avvenuto con legge regionale e non con norme di attuazione, come stiamo adesso provvedendo). Guardare alle dinamiche di bilancio degli ultimi dieci anni senza tenere conto di regole che , con l’avvento della legislatura iniziata nel 2012 hanno profondamente cambiato la contabilità pubblica , é un pó come ritenere irrilevante nelle relazioni umane l’avvento di internet. Dal 2013 occorreva cambiare tutto, ma - fuor da ogni intento polemico - si sono adottate soltanto alcune misure correttive. Si doveva e poteva fare di più ed oggi rischiamo di pagarne le conseguenze.


2) Disavanzo : il riaccertamento straordinario dei residui passivi ed attivi é stato effettuato nel 2015 applicando una prescrizione di legge (l’art. 3, c. 7 D.lgs n.118 del 2011) che imponeva la cancellazione definitiva di tali residu i (ma che poteva però esser fatto una sola volta spalmando in 30 anni gli oneri). Tuttavia la Corte dei conti nel 2018 ha contestato quell’operazione straordinaria e che offriva l’unica possibilità di ripianare in 30 anni, ritenendo che siano “saltati” oltre 2 miliardi di €. È così giunta alla conclusione che la Regione, sulla base dei risultati di Amministrazione dell'esercizio 2016 e del 2017, nonche ́ delle quote di disavanzo iscritte nel Bilancio di Previsione 2017 “ deve recuperare con una manovra correttiva l'importo complessivo di euro 2 miliardi e 146 milioni di euro, di cui euro 189 milioni quale disavanzo del 2017, euro 1.179 milioni quale mancato realizzo da reimputazioni relative al riaccertamento straordinario 2015, euro 648 milioni quale cancellazione definitiva di residui attivi da versare e la rimanente quota quale differenza del disavanzo tecnico da riaccertamento ordinario 2017 ” . Quindi non c’entra nulla l’eliminazione dei residui dal bilancio, come riferito nell’articolo, che é stata doverosamente effettuata, anzi imposta per legge, ma la sua sottovalutazione, con la conseguenza che appena arrivati (il Governo Musumeci si é insediato a dicembre 2017) avremmo dovuto recuperare 2,1 miliardi di € in 3 anni dal 2018 (700 milioni di € l’anno), portando la Regione e le istituzioni della Sicilia al dissesto. Avvistata la criticità e grazie all’accordo stipulato tra Regione e Stato a dicembre 2018 abbiamo scongiurato quella drammatica prospettiva, per un verso, riuscendo a ripianare circa 1,6 miliardi di € nel trentennio (come avrebbe dovuto farsi in modo indolore nel 2015). Per la residua parte nel 2018 il ripianamento è già stato fatto pesando sul bilancio per​ 164 milioni di € , mentre per il 2019 la quota grava - in assenza di un nuovo accordo che stiamo cercando di raggiungere con il MEF per l’ allungamento dei termini - per 191 milioni di € ed analogo importo dovrebbe gravare sul 2020 erodendo risorse essenziali agli equilibri di bilancio. Disavanzo che invece non é stato evidenziato e che emerge oggi nel suo pesante impatto finanziario.

3) Debito : il debito negli anni 2011 e 2012 é stato contratto sulla base di regole che ne consentivano al tempo la pacifica accensione, tant’è che i bilanci (che ho firmato) sono stati regolarmente validati dalla Corte dei C onti nel rispetto del patto di stabilità. Nel contesto di regole diverse, nel 2011 é stato sottoscritto un debito con Cassa depositi e prestiti di 651 milioni € circa, mentre nel 2012 lo stock del debito a carico della Regione è cresciuto di 290 milioni € circa “ ad un livello di poco superiore a quello del 2011 in misura pari allo 0,61% ”(http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/contr ollo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_regione_sicilia/sede_controllo/2013 giudizio_parificazione_rendiconto_generale_regione_siciliana_anno_2012_ relazione.pdf) Che l’esposizione debitoria complessiva (debito + anticipazione di liquidit à ) sia poi passata dai 5 miliardi di € agli 8 miliardi trovati all’atto dell’insediamento - e senza che le due leggi di stabilità (2018 e 2019) del Governo Musumeci ne abbiano gravato l’onere di un euro - é un fatto accertato dalla stessa Corte dei C onti e non occorre aggiungere altro. Il Parlamento siciliano e l’intera politica siciliana hanno adesso il dovere di consolidare e rafforzare le misure di risanamento che in questi anni si sono comunque obiettivamente realizzate, sebbene con intensità differente, a partire dal settore sanitario e che hanno condotto la Sicilia, unica insieme al Lazio, a non subire un peggioramento patito dallo Stato da parte delle società di rating , proprio per il percorso virtuoso sin avviato, ma da completare.


15 Aprile 2019 - 09:59