Finti incidenti: la stalla degli orrori Dove spezzavano le ossa FOTO


il 15 Maggio 2019 - 14:02

L'INCHIESTA

Finti incidenti: la stalla degli orrori
Dove spezzavano le ossa FOTO

Uno degli incidenti ricostruiti grazie alle telecamere e alla intercettazioni dei carabinieri.

PALERMO - Il pomeriggio del 19 giugno 2017 Manlio Lo Piccolo si presenta al pronto soccorso dell'ospedale Villa Sofia di Palermo. Ha una frattura alla caviglia destra. Dice di essere stato investito da una macchina mentre era in sella ad uno scooter Honda Sh 300 guidato da Vito Virzì che ha riportato solo delle contusioni.

LE FOTO

L'impatto è avvenuto all'incrocio fra le vie Saline e Ciane, a Mondello. Alla guida della macchina, una Opel Zafira, c'è Giuseppe Monti che conferma la ricostruzione ai vigili urbani intervenuti sul posto. Si tratta di uno dei quindici incidenti simulati dalla banda degli spaccaossa azzerata nel blitz dei carabinieri.

I militari del Nucleo investigativo di Monreale hanno ricostruito tutte le fasi dell'organizzazione. A cominciare dalla vigilia del giorno del sinistro, quando Salvatore Cintura si procura lo scooter usato dalla moglie: “Ma l'Sh quello mio blu ne sapete niente voi altri?; “.. te lo stiamo portando. All'Agenzia va bene”?; “Ma c’è un casco tutto bianco a casa?; “... a voglia di caschi…”.

Quindi Cintura contatta Virzì. Si danno appuntamento alla “stalla”, un locale malandato che si trova in via Mango, rione Borgo Nuovo, accanto a una villa seicentesca. È la stalla degli orrori, una delle basi operative della banda, dove vengono spezzate le ossa alle vittime-complici dei falsi incidenti.

Quando Virzì arriva sul posto ci sono già Davide Mazzola, Giovanni Napoli, Antonino Buscemi, e i fratelli Salvatore, Giuseppe e Domenico Cintura. Poi giunge pure Lo Piccolo. Sono le 16:27 ed è in perfetta forma fisica. Venticinque minuti dopo non sarà in grado di camminare sulle proprie gambe. Lo caricano in macchina come un pacco. Un pacco prezioso per gli affari illeciti.

All'indomani Domenico Cintura spiega a un parente “... siamo andati a fare… a rompere a uno... lo abbiamo rotto alla stalla”. C'era stato un cambiamento di programma quel giorno “perché di solito si fanno a casa del Bova (Alessandro Bova ndr) Dove minchia possiamo andare? E gli faccio per scherzo: Alla stalla. Minchia andiamo tutti alla stalla…”, dice ridendo.

Il lavoro è stato fatto bene. A bordo di un autocarro un tale Giovanni comunica la “bella notizia” a Domenico Cintura e Antonino Buscemi: “... abbiamo fatto over... lo devono ricoverare e gli devono mettere i perni perché lo devono operare....

Il giorno dell'incidente a Mondello si è fatto vivo Luca Reina che tutti chiamano “l'avvocato”: “... io sono passato di là… e i gigili mi hanno fatto andare dall’altra parte perché non mi fanno passare…”.

Durante il ricovero Lo Piccolo viene tenuto sotto osservazione non solo dai sanitari, ma pure da Giuseppe Orfeo allertato da Salvatore Cintura: “... muoviti perché ci sono problemi forse con il ragazzo (Lo Piccolo ha 23 anni, ndr), con i parenti… cose, lo hai capito?”

L'ultima fase è quella burocratica che porta a incassare l'indennizzo. Salvatore Cintura chiama la madre di Lo Piccolo: “Ascolti, signora. Purtroppo io ho bisogno delle fotocopie della documentazione ospedaliera di Manlio perché non riesco ad andare avanti con la pratica”. Ad occuparsene è lo studio Ellere di Reina che fa in tempo a incassare tremila euro per i danni allo scooter. Le indagini, infatti, hanno stoppato il risarcimento per la frattura alla caviglia procurata a Lo Piccolo. Gli è stata spezzata dentro la stalla degli orrori.

 


il 15 Maggio 2019 - 14:02