Offese in Tv ai giudici La Procura indaga


11 Giugno 2019 - 11:45

LE SCUSE DI FRECCERO

Offese in Tv ai giudici
La Procura indaga

Si indaga sui rapporti tra il cantante neomelodico e lo zio ergastolano. Lucci: "Un pischelletto"

La Procura di Catania ha aperto una inchiesta, al momento senza indagati, sull'ultima puntata della trasmissione Realiti, andata in onda su Rai 2. Titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Carmelo Petralia, che ha delegato le indagini alla Polizia Postale di Catania, che dovrà acquisire i video della trasmissione. Al centro dell'inchiesta le dichiarazioni di due cantanti neomelodici: Leonardo Zappalà , presente in studio, e Niko Pandetta, nipote del boss ergastolano Salvatore Cappello, sui giudici Falcone e Borsellino.

Intanto, sulle offese a Falcone e Borsellino è intervenuto anche il direttore di RaiDue, Carlo Freccero, che in un'intervista al Messaggero ha detto: "Mi scuso pubblicamente. Non voglio dire di più per ora, mi confronterò con i vertici della Rai". "Io mi sono accorto della gravità subito, non dopo cinque giorni. E - ha aggiunto - ho immediatamente provveduto con veemenza a porre il problema. Durante la pubblicità ho fatto presente la questione. Il problema è subito apparso gravissimo, eravamo tutti costernati, e infatti ne abbiamo già discusso subito dopo la puntata".


Il conduttore Enrico Lucci in un'intervista alla Stampa spiega: "Ho invitato un neomelodico, un pischelletto che prima di entrare mi ha detto: 'Io non sono mafioso, ma dicendolo ho più follower'. Io questo devo far vedere, anche se va detto che non sono l'autore". Al ragazzo "ho chiesto quali sono i suoi miti e poi gli ho consigliato di studiare, gli ho detto che non conosceva la storia", racconta Lucci. "Gli dico che la mafia è merda e cerco di trattarlo da padre, in fondo non avevo davanti Riina, ma un ragazzetto ignorante. Gli ho parlato dei grandi siciliani, di Pio la Torre, di Piersanti Mattarella e dei nostri fratelli Falcone e Borsellino, e qui è scattato l'applauso".

L'inchiesta della Procura di Catania riguarda, oltre che le dichiarazioni rese durante la trasmissione condotta da Enrico Lucci, anche eventuali rapporti con ambienti criminali locali. All'attenzione della Procura anche i contatti tra Niko Pandetta e suo zio, il boss ergastolano Salvatore Cappello.


"Le indagini faranno il loro corso e ne attendiamo l’esito con la solita, piena fiducia nell'operato della magistratura. Frattanto, riteniamo opportune le scuse e l'apertura dell'istruttoria da parte dei vertici Rai. È importante condannare con fermezza comportamenti da cui trapela un immaginario che capovolge i modelli 'buoni e cattivi', con evidenti rischi per una sana formazione dei nostri giovani. Ci auguriamo che il caso offra spunti utili ad un approfondimento su tutto un mondo che evidentemente non è così conosciuto e la cui portata, se si arriva al lancio di messaggi così nocivi, non è per niente da sottovalutare". Così in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione Antimafia.

(ANSA)


11 Giugno 2019 - 11:45