Reset, pesa la bocciatura Anac Fermati i lavori alla Favorita


12 Giugno 2019 - 06:03

PALERMO

Reset, pesa la bocciatura Anac
Fermati i lavori alla Favorita

Perniciaro: "Scelta che non condividiamo, stiamo rispondendo all'Autorità nazionale"

PALERMO - La nota dell’Anac impone il primo stop alla Reset che, da sabato scorso, ha dovuto interrompere i lavori alla Favorita per una decisione del Rup che l’amministratore unico, Antonio Perniciaro, si dice pronto a contestare. L’Autorità nazionale per l’anti-corruzione, a maggio, ha infatti scritto alla società consortile del comune di Palermo per anticipare il diniego alla domanda di iscrizione all’elenco per le società in house. Una lettera con cui l’Anac fa le pulci allo statuto della Reset e sottolinea alcune anomalie che vanno risolte prontamente.

Una bocciatura in piena regola che ha avuto come primo effetto il blocco di tutti i nuovi servizi: la commessa Amap per l’apertura di info-point in città e provincia, per esempio, si è arenata proprio per la mancata iscrizione della Reset all’albo Anac. Ma sui servizi già attivi la società si sentiva tranquilla, confortata dai propri legali e da un parere del Consiglio di Stato.

Ma la settimana scorsa il Rup del progetto sulla Favorita, finanziato con 1,3 milioni del Patto per Palermo, ha scritto una nota per sospendere in autotutela i servizi, in attesa che la Reset torni ad avere le carte in regola. Così i 60 operai, da sabato scorso, hanno smesso di occuparsi di 21 mila mandarini e e dell’antico sistema di irrigazione a “saie”, venendo dirottati altrove.

“Noi consideriamo illegittima la lettera del Rup – spiega Antonio Perniciaro – e siamo al lavoro, insieme al Comune, per rispondere ad Anac nei tempi previsti. Insieme all’Avvocatura comunale, al Servizio Partecipate e al vicesindaco stiamo elaborando una risposta condivisa per superare queste osservazioni. Dall’Anac ci è giunto un preavviso di rigetto della domanda, quindi qualunque loro azione al momento è sospesa, e noi siamo pronti ad apportare le piccole modifiche richieste allo statuto”.

Un’altra tegola sulla testa della Reset, i cui lavoratori e sindacati chiedono il rispetto degli accordi del 2014 e per questo lunedì hanno occupato simbolicamente Sala delle Lapidi. Un incontro con l’amministrazione è previsto per il 21 giugno, ma gli occhi sono puntati sulle somme previste dal bilancio 2019 in discussione in Aula.


12 Giugno 2019 - 06:03