La Sicilia non smette di bruciare "Attenti, resterà soltanto cenere"


il 11 Luglio 2019 - 18:28

Fuoco e fiamme

La Sicilia non smette di bruciare
"Attenti, resterà soltanto cenere"

L'Isola avvolta dai roghi. La politica sceglie di litigare. E c'è chi chiede l'intervento dell'esercito.

PALERMO - Non si fa in tempo a contare i danni degli incendi di ieri, che nuovi roghi distruggono altre zone della Sicilia. E per chi quegli incendi li sta combattendo, a Catania, Palermo, Calampiso e in giro per l'Isola, i fatti delle ultime ore rappresentano solo la superficie di un problema ben più radicato. "La situazione dei vigili del fuoco di Catania non è affatto rosea: il comando è in sotto organico di 52 operativi dei 494 previsti" e "23 mezzi tra autopompe, autobotti e autoscale ben 10 si trovano in officina in attesa di riparazione". Questo il bollettino fornito da
Giuseppe Musarra, segretario per la Sicilia del sindacato Conapo.

Alla Playa è tempo di raccogliere i cocci rotti, all'indomani del violento incendio che ha distrutto alcuni stabilimenti balneari e decine di auto, e spinto i bagnanti in mare per la paura. Ovunque si guardi, si scorgono ombrelloni, sdraio e cabine in legno distrutti dal fuoco; alberi e palme sono ormai persi, e il boschetto della spiaggia è devastato. Accanto, un grosso impianto di distribuzione di carburanti sfiorato dall'incendio.

Un'emergenza che ha portato all'autorizzazione del rientro da Roma "di squadre aggiuntive in straordinario per gli incendi boschivi - dice Musarra - ma il paradosso è che una di queste squadre è inutilizzata al comando di Catania perché non vi sono automezzi antincendio da assegnare. Servono interventi urgenti perché qui il personale rischia la vita. Per vedere materializzati gli importanti investimenti del governo in tema di assunzioni e di acquisto automezzi ci vorrà ancora del tempo e nel frattempo non si può esporre il personale". Per questi motivi - osserva il segretario - chiediamo che il dipartimento dei vigili del fuoco disponga quanto prima il trasferimento temporaneo di personale operativo residente in Sicilia, ma ora in servizio in altre sedi. Sarebbe un tangibile segnale di attenzione non solo per i vigili del fuoco ma anche per la cittadinanza Catanese e delle province siciliane in emergenza".

Per addetti ai lavori, cittadini e turisti, la giornata di ieri è stata un vero inferno. Fuoco, fiamme e cenere hanno invaso diverse zone della Sicilia: tra le fiamme diversi luoghi del Catanese e del Palermitano, ma gli incendi hanno colpito anche il villaggio turistico di Calampiso e alcune aree lungo le strade provinciali e statali che attraversano l'Isola.

Intanto, gli incendi non aspettano. Nuovi roghi nel Siracusano, nella zona delle saline di Priolo Gargallo, vicino la centrale Enel Archimede, lungo il litorale di Agnone Bagni, al confine con la provincia di Catania. Il vasto incendio nella zona delle saline si è sviluppato dalla tarda mattinata, facendo temere anche per la sorte dei fenicotteri ospitati nella Riserva naturale orientata 'Saline di Priolo'. Evacuata la spiaggia di Marina di Priolo, dove c'erano numerosi bagnanti, che è stata invasa dal fumo nero. In azione i vigili del fuoco, gli uomini della forestale e della protezione civile, e un canadair.

A Lipari, nel rione San Calogero, oltre 25 ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti da un rogo divampato la notte scorsa. Il forte vento ha peggiorato la situazione, e le fiamme hanno minacciato diverse abitazioni e una fattoria in zona Cicerata, che risulta essere quella maggiormente colpita. Fiamme anche nelle località Palmeto e Quattropani.

Continua a bruciare anche Palermo. A Bellolampo si sono riaccesi dei focolai, dopo il massivo intervento dei vigili del fuoco appena la notte scorsa; sono stati spenti immediatamente. Questa mattina, invece, a fuoco la zona della strada provinciale 1 e ancora via Poggio del Pineto, dove sono stati impegnati due canadair e oltre decine di squadre di vigili del fuoco. Roghi anche nella zona di Borgo Nuovo, tra via Castellana e via Erice, con diverse chiamate arrivate al centralino del 115; nel corso delle operazioni di spegnimento sono stati messi in salvo alcuni cavalli che si trovavano in una stalla. "Nonostante gli sforzi messi in campo per recuperare il surplus di rifiuti rimasto in alcune vie della città - dichiara l'amministratore unico di Rap Giuseppe Norata -, un ulteriore incendio, questa volta occorso nella strada provinciale che porta alla discarica di Bellolampo, ha bloccato i mezzi della raccolta, rallentando le attività di recupero e svilendo le azioni di programmazione decise nei giorni scorsi volte ad un veloce recupero della situazione di emergenza. In ogni caso stiamo lavorando per contenere quanto più possibile il disagio, mettendo in campo uomini e mezzi anche di altre aree aziendali".

"La Sicilia continua a bruciare e se non si interviene in tempo, resterà solo cenere", dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che chiede "al Governo nazionale di inviare urgentemente l'esercito per fronteggiare l'emergenza. La situazione è drammatica e si profilano non solo reati ambientali, ma anche di salute pubblica per la popolazione costretta a respirare il fumo sprigionato dai roghi". Tanasi sostiene che "nonostante i ripetuti allarmi lanciati negli ultimi anni, poco o nulla è stato fatto per prevenire gli incendi in Sicilia, e l'episodio di Catania dimostra in tutta la sua evidenza l'emergenza vissuta dalla Regione".

"Nella morsa incendiaria che purtroppo sta avvolgendo nuovamente la Sicilia, un duro colpo al nostro patrimonio naturalistico è stato inferto alla riserva naturale orientata delle Saline di Priolo, quasi completamente distrutta dalle fiamme". Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà bellissima all’Ars. "Anni di duro lavoro degli operatori e delle associazioni sono andati letteralmente in fumo. La calamità ha fortunatamente risparmiato sia i fenicotteri che l'altra ornitofauna, ma flora e piante unitamente alle strutture sono ormai solo un ricordo". Aricò aggiunge che "occorre un nuovo giro di vite nella lotta agli incendi e soprattutto agli incendiari, poiché è fin troppo ovvio che alle gravi condizioni climatiche di questi giorni si unisce spesso la mano criminale dell’uomo, che rischia di vanificare il lavoro di tutti coloro i quali, dai forestali agli addetti delle riserve, cercano di tutelare il nostro patrimonio naturale".

Ma la gestione degli incendi da parte del governo regionale viene duramente contestata dal Movimento cinque stelle: “Nonostante il tentativo del presidente Musumeci di deresponsabilizzarsi sull’emergenza incendi, puntando il dito solo sui piromani, ci preme ricordare purtroppo che la Regione Siciliana ha pesanti responsabilità" - affermano i deputati regionali pentastellati all'Ars e componenti della Commissione ambiente Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Nuccio Di Paola e Valentina Palmeri. "E’ dovuto intervenire in queste ore infatti il governo Conte - continuano - a disporre il potenziamento dei servizi di soccorso dei vari comandi regionali dei vigili del fuoco, sostituendosi di fatto alla convenzione che la Regione avrebbe dovuto stipulare ad inizio stagione estiva e che non ha invece rinnovato. Della convenzione dello scorso anno peraltro i nostri vigili non hanno visto un solo euro - contestano i deputati del M5s - dato che hanno lavorato e non sono ancora stati pagati perché la Regione non ha liquidato le somme. C’è poi la mancata riorganizzazione dei forestali che provoca il dimezzamento dei viali parafuoco in tutta la Sicilia e la flessione di oltre 700 postazioni operative in tutta la regione perché mancherebbero le somme in bilancio".

"Mentre la Sicilia brucia - spiega Trizzino - Musumeci fa il gioco che gli riesce meglio, ovvero girarsi dall'altra parte. Ci arrivano decine di segnalazioni di operatori dei vigili del fuoco e altri attori del comparto che ci riferiscono di aver chiesto più volte, tramite le loro rappresentanze, di essere ricevuti dal presidente Musumeci per attuare il dispositivo di prevenzione, sicurezza e soccorso garantito dal corpo nazionale dei vigili del fuoco dato che alla vigilia della stagione estiva, era palesemente insufficiente. Ebbene, ad oggi quello che gli operatori hanno registrato e anche i cittadini che stanno facendo la conta dei danni, è la totale inazione del governo regionale. Prova ne sia purtroppo che lo stesso incendio che ha distrutto la riserva di Priolo è partito dal ciglio della strada dove, come dichiarato dallo stesso sindaco Pippo Gianni la Regione non aveva fatto il viale parafuoco. Abbiamo quindi la prova empirica dell’inazione della Regione Siciliana sul fronte incendi e prevenzione".

"Musumeci non nasconda le proprie inadempienze dietro ai piromani - rincara la dose il capogruppo dei Cinque stelle al parlamento siciliano, Francesco Cappello -. Al presidente ricordiamo che solo qualche anno fa in circostanze simili definiva un alibi quello dei piromani, salvo rifugiarcisi oggi per sottrarsi alle sue colpe. A Musumeci ricordiamo anche che quando era ancora tra i banchi dell’opposizione tuonava contro la Protezione civile, che definiva un guscio vuoto. Ci dica se e come lo ha riempito questo guscio, ora che spetta a lui agire, visto che è al governo, anche se, per la verità, non è che abbiamo fatto molto per farlo vedere ai siciliani".

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